Opere

“Preserve the essence”, 2014

"Preserve the essence", 2014 Mariano Moroni
assemblaggio case di strumento musicale, gomma piuma, silicone, uovo di struzzo.

Questa opera è stata premiata nell’ambito della 65° edizione del Premio Michetti – Alimento dell’anima – verso l’Expo 2015 – , a cura di Tiziana D’Acchille. La scultura è concepita come uno scrigno della sopravvivenza dove gli oggetti contenuti hanno un valore simbolico positivo. Il contenitore, un case per strumento musicale, non è casuale e vuole significare la musicalità del cibo, della vita. Qui ogni cosa ha un significato: la sensazione del pane attraverso la gommapiuma vissuta, l’uovo di struzzo come rinnovo della vita, il profilo racchiuso nel cerchio d’argento a rappresentare la luna come la si è sempre vista nell’immaginario collettivo, sopra, come biscotti, vi sono le stelle; l’insieme per testimoniare le fasi e le stagioni. L’artista nel suo testo testo in catalogo “pensieri Intermittenti” scrive: “Oggi si parla del rinnovamento delle comunità rurali come modello per il futuro, pratiche sostenibili per sanare il taglio delle nostre radici; condivido il celebre aforisma “mangiare è un atto agricolo” di Wendell Berry, teorico statunitense; chi consuma cibo deve rendersi conto che l’atto di mangiare ha luogo inevitabilmente nel mondo e che il nostro comportamento alimentare incide marcatamente sul modo di usare il mondo”.

“Noir n°6”, 2005

"Noir n°6", 2005 Mariano Moroni
tecnica mista, collage su tela.
cm 50×70

I “Noir” fanno parte di un ciclo di sei opere ispirate alla vita quotidiana, esposte per la prima volta nel 2006 presso il Museo Michetti di Francavilla a Mare, nell’ambito della grande personale “Mitologie del quotidiano”. In questa opera come nelle altre del ciclo prevalgono il senso pittorico e l’atmosfera d’ombra degli scuri. In questa opera c’e la rappresentazione dell’ipermercato come cattedrale del consumo, una sorta di hangar inquietante a cui si accede attraverso una porta obbligatoria. Sul lato del quadro una striscia-scontrino ripende, il tutto come finzione scenica.

“Noir n°4”, 2004

"Noir n°4", 2004 Mariano Moroni
tecnica mista, collage su tela.
cm 50×70

I “Noir” fanno parte di un ciclo di sei opere ispirate alla vita quotidiana, esposte per la prima volta nel 2006 presso il Museo Michetti di Francavilla a Mare, nell’ambito della grande personale “Mitologie del quotidiano”. In questa opera come nelle altre del ciclo prevalgono il senso pittorico e l’atmosfera d’ombra degli scuri. Qui la vita quotidiana si focalizza nella zona cucina per fissare momenti che hanno relazione con la sensualità, tra sogno e solitudine contemporanea.

“Noir n°2”, 2004

"Noir n°2", 2004 Mariano Moroni
tecnica mista, collage su tela.
cm 50×70

I “Noir” fanno parte di un ciclo di sei opere ispirate alla vita quotidiana, esposte per la prima volta nel 2006 presso il Museo Michetti di Francavilla a Mare, nell’ambito della grande personale “Mitologie del quotidiano”. In questa opera come nelle altre del ciclo prevalgono il senso pittorico e l’atmosfera d’ombra degli scuri. La routine quotidiana, compreso il consumo del cibo, viene rappresentata come un casellario per fissare momenti, ore o giorni , tra sogno e realtà.

“Senza titolo (The absence)”, 2003

"Senza titolo (The absence)", 2003 Mariano Moroni
abiti e reggiano su poltrona da ufficio
cm 66x76x90

La scultura che appena realizzata era “Senza titolo”, di recente, dopo una sorta di sospensione meditativa, l’artista vi ha aggiunto “The absence” rendendo l’opera ancora più eloquente. Qui Moroni è fortemente critico nei confronti del rapporto attuale tra l’uomo ed il cibo. La società opulenta svuota e opprime i “consumatori”. La scultura è costituita da abiti vuoti riversi su una poltrona e compressi da una grande forma di parmigiano in tutta la sua gastronomica eloquenza. Il rapporto vuoto-pieno ha una valenza che arriva subito, così come l’errata concezione di quello che dovrebbe essere il ben-essere, proprio in senso ontologico, appunto.

 

“Senza titolo (tra cielo e terra)”, 1977

"Senza titolo (tra cielo e terra)", 1977 Mariano Moroni
olio su tela.
cm 67×149

La tela appartiene al primo periodo degli anni ’70 connotato da una produzione prettamente figurativa, tendenza poi abbandonata dall’artista negli anni novanta. L’opera risente dell’onda lunga del miracolo economico di quegli anni, della forte industrializzazione e della messa in crisi del rapporto città-campagna. I contrasti ambientali caratterizzarono molte opere di Mariano Moroni, con un linguaggio tra l’onirico e il sociale.

“Eden”, 1974

"Eden", 1974 Mariano Moroni
olio su tela.
cm 67×149

La tela appartiene al primo periodo degli anni ’70 connotato da una produzione prettamente figurativa, tendenza poi abbandonata dall’artista negli anni novanta pur mantenendo sino ad oggi l’impianto compositivo e in alcune opere quel senso spaziale del paesaggio. L’impianto compositivo della tela è caratterizzato da una successione verticale di scene e paesaggi onirici e surreali. Tra le opere figurative di Mariano Moroni “Eden” è quella più complessa e ricca di contenuti iconografici. Colpisce da subito la composizione, questa idea di racconto verticale che accentua il senso di una ricerca anche spirituale.

“Soundscape”, 1978

"Soundscape", 1978 Mariano Moroni
olio su tela.
cm 124×103

La tela appartiene al primo periodo degli anni ’70 connotato da una produzione prettamente figurativa, tendenza poi abbandonata dall’artista negli anni novanta pur mantenendo sino ad oggi l’impianto compositivo e in alcune opere quel senso spaziale del paesaggio. Questa dipinto ha significato per Moroni la reazione alla forte industrializzazione e alla messa in crisi del rapporto città-campagna di quegli anni. Nell’opera colpisce il colore della terra e il linguaggio onirico prevale su ogni altro. Scrive l’artista nel suo testo in catalogo “Ancora oggi, seguendo la memoria, identifico il cibo con i suoi colori, e con essi le stagioni. Di questa tavolozza è il colore bruno della terra, più di ogni altro, ad abitare l’immaginario che mi porto dentro sin da bambino, avendolo attinto a quei campi arati e luccicanti che ogni anno ripetono la meraviglia della creazione.

“Arnia Urbana”, 2013

"Arnia Urbana", 2013 Mariano Moroni
assemblaggio di oggetti.
cm 51x51x116

L’artista ha sempre avuto una passione per gli insetti che da bambino cercava e collezionava. In questa opera Mariano Moroni si ispira alle sorprese di certe dinamiche ambientali contemporanee come la capacità di adattamento di certe specie, in questo caso delle api. L’artista, nel suo scritto in catalogo, afferma che nessuno poteva prevedere che alcuni tra i migliori mieli contemporanei si potessero produrre a Londra dalle “api urbane” che raccolgono il polline sui terrazzi fioriti dei palazzi e grattacieli cittadini. La modalità di esecuzione dell’opera riguardo allo strano insetto collocato all’interno dell’arnia trasparente, rientra nel solco dell’assemblaggio di oggetti, cose e materiali della vita quotidiana. Scrive l’artista nel suo testo in catalogo “qui l’oggetto non c’entra con quello trovato e decontestualizzato di Duchamp, qui l’oggetto interpreta un suo ruolo, forma una cosa ‘altra’, una figura, che trascende la forma e diventa concetto”. L opera “Arnia urbana” utilizza il modus operandi congeniale all’artista, come nell’altra scultura, il robottino Wall-e, anch’esso esposto nell’ambito della rassegna “Nutrire i sensi”.

L’opera è costituita da una base intelaiata in legno con sovrastante teca in metacrilato contenente una sculturina zoomorfa composta dall’assemblaggio di oggetti vari.

 

“Un tocco di …”, 2015

"Un tocco di ...", 2015 Mariano Moroni
tecnica mista, collage su cartone telato.
cm 35×50

Fa parte del ciclo di cinque opere pittoriche del 2015 che l’artista Mariano Moroni dedica al tema “nutrire i sensi”, con l’intento di esaltare la preparazione del cibo come raffinata forma d’arte. Quest’opera ne fissa uno dei gesti essenziali come si evince dal titolo: “Un tocco di ….”; il titolo, come per tutte le opere del ciclo, lascia in sospeso l’interpretazione dell’osservatore, intenzionalmente, come forma di partecipazione dell’osservatore, dando per scontato il completamento dello stesso titolo come: “Un tocco di creatività”. Nel dipinto l’artista non mostra alcun cibo, nessuna relazione con il mondo reale, interessato com’è a trasmettere la sola magia del gesto.

“Comporre con …” 2015

"Comporre con ..." 2015 Mariano Moroni
tecnica mista, collage su cartone telato.
cm 35×50

Fa parte del ciclo di cinque opere pittoriche del 2015 che l’artista Mariano Moroni dedica al tema “nutrire i sensi”, con l’obiettivo di esaltare la preparazione del cibo come raffinata forma d’arte Quest’opera ne fissa uno dei gesti essenziali come si evince dal titolo: “Comporre con ….”; il titolo lascia in sospeso l’interpretazione dell’osservatore, intenzionalmente, come forma di partecipazione dell’osservatore, dando per scontato il completamento dello stesso come: “Comporre con fantasia”. Nel dipinto l’artista non mostra alcun cibo, nessuna relazione con il mondo reale, interessato com’è a trasmettere il solo gesto alchemico.

“Impastare con …”, 2015

"Impastare con ...", 2015 Mariano Moroni
tecnica mista, collage su cartone telato.
cm 50×70

Fa parte del ciclo di cinque opere pittoriche del 2015 che l’artista Mariano Moroni dedica al tema “nutrire i sensi”, esaltando la preparazione del cibo come raffinata forma d’arte Quest’opera ne fissa uno dei gesti essenziali come si evince dal titolo: “ Impastare con….”; il titolo lascia in sospeso l’interpretazione dell’osservatore, intenzionalmente, come forma di partecipazione all’attimo creativo, dando per scontato il completamento dello stesso come: “Impastare con arte”. Intenzionalmente l’artista non mostra alcun cibo, nessuna relazione con il mondo reale, impegnato com’è a trasmettere il gesto alchemico.

“La fabbrica di …”, 2015

"La fabbrica di ...", 2015 Mariano Moroni
tecnica mista, collage su cartone telato.
cm 50×70

Fa parte del ciclo di cinque opere pittoriche del 2015 che l’artista Mariano Moroni dedica al tema “nutrire i sensi”, esaltando la preparazione del cibo come raffinata forma d’arte. Con questo lavoro continua a sottolineare la creatività del cuoco-artista, in molti casi affidata a rituali e pratiche che sanno di spirituale, elevando a Tempio il luogo della preparazione artigianale del cibo. Il titolo: “ La fabbrica di….” lascia in sospeso l’interpretazione dell’osservatore, intenzionalmente, come chiave di partecipazione per l’osservatore, dando per scontato il completamento dello stesso in: “La fabbrica di cioccolato”. Come anche intenzionalmente l’artista non mostra alcun cibo, nessuna relazione con il mondo reale, impegnato a trasmettere la fissità di un’architettura della mente.

“Un pizzico di…”, 2015

"Un pizzico di...", 2015 Mariano Moroni
tecnica mista, collage su cartone telato.
cm 35×50

Fa parte del ciclo di cinque opere pittoriche del 2015 che l’artista Mariano Moroni dedica al tema “nutrire i sensi”, esaltando la preparazione del cibo come raffinata forma d’arte Quest’opera ne fissa uno dei momenti essenziali come si evince dal titolo: “ Un pizzico di….”; il titolo lascia in sospeso l’interpretazione dell’osservatore, intenzionalmente, come forma di partecipazione al rito, dando per scontato il completamento dello stesso in: “ un pizzico d’arte”. Come anche intenzionalmente l’artista non mostra alcun cibo, nessuna relazione con il mondo reale, impegnato com’è a trasmettere la magia del gesto.

“Tavolo dei negoziati n°2”, 2002

"Tavolo dei negoziati n°2", 2002 Mariano Moroni
tavolo con cassetto e caratteri tipografici in legno.
cm 65x93x87

L’opera è costituita da un tavolo in legno, il cui piano è rivestito da vecchi caratteri tipografici anche questi in legno rigorosamente vissuti, recuperati dall’artista in una vecchia tipografia di paese. Questa scultura segue la prima realizzata in acciaio per la Cordivari Art Collection ed è incentrata sul tema della “Tavola” che, oltre a luogo del consumo collettivo di cibo, è un’occasione di incontro, di relazioni ma anche di incomunicabilità come si evidenzia con il cassetto deposto pieno di lettere tipografiche (parole non dette).

“Kitchenatom”, 2013

"Kitchenatom", 2013 Mariano Moroni
colapasta e bicchieri in acrilico Guzzini.
90x90x90

L’opera è stata realizzata da Mariano Moroni nel 2013 nell’ambito del “Cantiere delle Belle Arti” di Rocca Calascio (AQ) per TRASALIMENTI (Progetto per l’Arte Contemporanea) a cura di Gabriele Di Pietro. Anche questa scultura, a mezza strada con l’industrial design, con ironia trascende la forma consueta di lampadario con l’improbabile rimando alla struttura dell’atomo. L’opera è composta da oggetti per la cucina (colapasta) ed è guarnito da calici trasparenti, tutti i componenti in acrilico di produzione Guzzini.

“Wall-e”, 2009

"Wall-e", 2009 Mariano Moroni
assemblaggio di ciotole, mestoli e bicchieri in acrilico Guzzini.
cm 40x40x120

La scultura Wall-e è stata realizzata da Mariano Moroni nel 2009 quando venne chiamato da F.lli Guzzini nell’ambito del progetto “RE-NATURE “ voluto dall’azienda per esplorare il significato dell’etica legata alla sostenibilità ed al riuso degli oggetti di scarto. L’opera di Moroni, la prima di un gruppo di sculture, centra il tema RE-NATURE perchè regala una nuova natura ai materiali di scarto. Il progetto ha visto la collaborazione degli allievi e dei docenti dell’Istituto d’Arte di Macerata con i crediti del WWF Italia Onlus e La Triennale di Milano. Wall-e venne presentata insieme alle altre opere all’evento inaugurale del progetto RE-NATURE nello spazio Guzzini di via Pontaccio a Milano nell’ambito del Fuori Salone 2009 alla presenza della stampa nazionale e internazionale.

E’ oggi evidente l’attualità di questa opera che oltre a mostrare abilità creativa pone in risalto, in modo ironico, i progressi della robotica in una società occidentale ipertecnologica ma caratterizzata da scarso contatto umano.

COMUNICATO STAMPA

NUTRIRE I SENSI – FEEDING THE SENSES
Mariano Moroni
Mostra antologica
Spazi “Art in the City”, via Medici 15, Milano.
Dal 01 al 15 giugno 2015

Lo spazio Art in the City presenta dal 1 al 15 giugno prossimi una rassegna dedicata a Mariano Moroni, maestro emergente nel panorama dell’arte contemporanea italiana e internazionale che con la sua attività poliedrica si avvale anche della contaminazione del design e dell’architettura.

Una mostra innovativa e multicanale che rispecchia la poliedricità dell’artista attraverso tre progetti coesistenti.

Il primo, quello della mostra vera e propria, un’antologica che coglie il tema dell’esposizione universale milanese per tessere il percorso artistico di Moroni attraverso il tema del cibo, presentando la selezione di una ventina di opere che partono dagli anni ’70 per arrivare a quelle dei nostri giorni.

Le prime opere, prettamente novo figurative, cedono il passo ad opere materiche, assemblaggi, sculture e dipinti con al centro gli oggetti quotidiani e di scarto della produzione industriale favorite dalla collaborazione con grandi industrie come Cordivari, Proel, Guzzini.

Tra le sue opere più conosciute: “scarpe rosse“ della collezione Hogan, e “il tavolo delle concert-azioni” (un fantasioso tavolo, tutto in bianco, cinto da chitarre ricolmo di stoviglie e bicchieri per rappresentare le relazioni umane, a volte paradossali).

“Sono attratto da questi luoghi del fare, dove gli oggetti, le cose, gli strumenti, i colori, i materiali fascinosi ci narrano le attività umane”, dice Mariano Moroni. I suoi dipinti e le sue sculture, appartengono al percorso artistico di una mente creativa che rifugge le rendite di posizione proiettato verso la sperimentazione permanente.

Il secondo progetto è un’esposizione monografica di selezionati prodotti di design Cordivari disegnati sempre dal maestro Mariano Moroni; verrà presentato il trittico “feast” costituito da termoarredi frame picture che risalteranno grazie alla grafica in tema Expo realizzata appositamente dall’artista. Accant a questo, un’installazione dedicata all’innovativo corpo scaldante Giuly della serie extraslim vincitore del premio internazionale IF Design Award 2014 progettato in collaborazione con l’artista.

La mostra ha offerto inoltre l’opportunità al giovane e brillante team Argoserv new media agency – di ideare e plasmare una innovativa strategia di comunicazione digitale – tra i primi esperimenti del genere in Europa. E’ il terzo progetto coesistente e riguarderà principalmente l’esperienza del visitatore. Una tecnologia, nuova per l’Italia, permetterà di ricevere proposte contestuali di contenuti direttamente dalle opere. Si tratta di Ibeacon, un sistema di invio di flussi di dati automatici in prossimità della zona di interesse che funziona attraverso una App. I dati vengono ricevuti sullo smartphone o sul tablet e danno la possibilità al visitatore di ampliare la sua esperienza con descrizioni, video, immagini correlate o audio.

A proposito della mostra di Mariano Moroni, il noto critico Vincenzo Centorame, scrive nel catalogo: “Nei registri dell’artista ci sono certamente le capacità di esprimersi per mezzo dei materiali più vari ed apparentemente alieni dalla esperienza creativa. Indipendentemente dal linguaggio che viene adoperato si può parlare di una metafisica delle cose che si ricollega ai primi segni dell’espressività umana, quella in cui l’artefatto ha un doppio valore: come oggetto e come simbolo. Significativa la scultura “Senza titolo (The absence)”, attraverso la quale l’artista è fortemente critico proprio nei confronti del rapporto attuale tra l’uomo ed il cibo. Si tratta di abiti vuoti sulla poltrona sui quali grava una grande forma di parmigiano in tutta la sua gastronomica eloquenza. Il rapporto vuoto-pieno ha una valenza che arriva subito così come l’errata concezione di quello che dovrebbe essere il ben-essere, proprio in senso ontologico, appunto”.

La mostra milanese si svolgerà negli spazi Art in the City di via Medici 15, aprirà lunedì 01 Giugno alle ore 18:00 e si protrarrà fino al 15 del mese. Il catalogo è a cura della casa editrice Vallecchi di Firenze.